giovedì 13 gennaio 2011

LE CORRENTI RELIGIOSE E LE SCUOLE GIURIDICHE DELL'ISLAM

I due successivi post sono dedicati agli ignoranti che, senza sapere bene di cosa parlano e dando ulteriore fondamento all'hadith di Gesù dedicato agli stupidi, si alternano con pezzi di propaganda anti islamica pubblicati quotidianamente dal Giornale di Vicenza, senza che questi si ponga il problema di rispettare in minima parte il diritto di replica che, pure è un obbligo di legge. Lo facciamo con viva soddisfazione anche perchè uno dei "dotti" scrittori di lettere è niente di meno che un assessore regionale leghista, del quale non intendiamo neppure pubblicare il nome.
Costoro sono convinti sostenitori che l'Islam sia un monolite compatto e indifferenziato, unificato soltanto dal fatto di essere una banda di fondamentalisti estremisti, radicali e tendenzialmente terroristi: il che, ammettiamolo sarebbe una grossa tragedia per il mondo attuale, che difficilmente potrebbe reggere il peso di un miliardo e settecento milioni di aspiranti assassini.
Per smentire le dogmatiche convinzioni dei citati semi analfabeti pubblichiamo perciò in breve sintesi un prospetto delle varie articolazioni che danno estrema vivacità al dibattito culturale, giuridico e politico dell'Islam attuale.

La forma più antica dell'Islam organizzato risale ovviamente all'epoca di Muhammad e dei suoi primi seguaci. Già dal VII secolo, tuttavia dopo la morte del Profeta si verifica una grave e definitiva frattura o scissione, causata dai contrasti sorti a proposito della successione del Profeta stesso nella guida religiosa e politica della comunità musulmana. Ancora oggi si possono distinguere all'interno dell'Islam tre grandi correnti principali: i Sunniti, gli Sciiti e gli Scismatici:
1 - Sunniti - I musulmani che si mantengono fedeli alla Sunnah (tradizione) vengono designati con il nome di Sunniti (Ahl Al-Sunnah Wa'L-Gama'A: gente della Sunnah e della comunità): essi ammontano attualmente a più di un miliardo 360 milioni e costituiscono quindi l'80% di tutti i musulmani. Per i Sunniti, in origine la carica di califfo o successore era riservata al parente più prossimo al Profeta, discendente in linea maschile dalla dinastia dei Qurays;  una volta estintasi tale cerchia i Sunniti insistevano sulla libera elezione fatta dalla comunità. Più tardi, tuttavia con le dinastie ereditarie degli Omayyadi, degli Abbasidi, dei Fatinidi e degli Ottomani la successione al califfato seguì una strada diversa. Le tradizioni della Sunnah sulle parole, l'operato e la vita di Muhammad sono raccolte negli hadit e costituiscono, insieme al Corano, la base normativa e religiosa di comportamento per ogni musulmano Sunnita. I Sunniti, che si considerano musulmani ortodossi, giudicano negativamente come Bib'A (innovazioni), tutte le modifiche alla dottrina e alle regole di condotta non previste nella Sunnah.
Nell'area Sunnita sono sorte 4 scuole giuridiche (Madhhad): gli Hanifiti, i Malikiti, gli Shafiiti e gli Handaliti. Queste diverse scuole si differenziano solo superficialmente tra loro e i loro seguaci coesistono gli uni accanto agli altri con i medesimi diritti.
A - Gli Hanifiti sono i seguaci della scuola giuridica che prende il nome dall'Imam iracheno Abu Hanifa    (696-767): essi, nel caso di una "deduzione" giuridica conferiscono maggiore importanza alla logica e al ragionamento analogico (kiyas). A questa scuola aderiscono i Turchi e i musulmani indiani: oggi gli Hanifiti costituiscono il 40% di tutti i musulmani e sono perciò la scuola con più largo seguito tra i Sunniti;
B -  I Malikiti sono chiamati i seguaci della scuola di diritto fondata dall'Imam Malik Ben Anas (710-795): tale corrente, che segue strettamente la tradizione di Medina, è diffusa nell'Africa settentrionale (Algeria, Marocco, Tunisia, Sudan e Alto Egitto) e nell'Africa centrale: attualmente conta sull'adesione del 20% dei musulmani;
C - Gli Shafiiti aderiscono alla scuola dell'Imam Al-Shafi'i Abu' Abdallah Muhammad Ibn Idris (777-820). Questi coordinò gli insegnamenti delle scuole dei Malikiti e degli Hanifiti e organizzò sistematicamente per la prima volta la giurisprudenza islamica, stabilendo un legame fra Corano, Sunnah, Igma e Qiyas che egli considera i 4 pilastri del diritto: a lui risale inoltre il fondamento della Shari'a (legge). La scuola giuridica degli Shafiiti è diffusa in Siria, nel Basso Egitto, nell'Arabia meridionale, nell'Africa orientale, in Indonesia e nel Caucaso;
D - Con il termine di Handaliti vengono designati i seguaci della scuola ultra tradizionalista fondata da Ahmad Ibn Hanbal (780-855), che riconosce come fonti del diritto soltanto il Corano e la Sunnah: a tale scuola aderiscono i Wahhabiti dell'Arabia centrale, un movimento che prende nome dal fondatore Muhammad Ibn Abd Al-Wahhab (1703-1792). Il loro fondatore predicava il ritorno all'Islam tradizionale di Muhammad con il conseguente annullamento di tutte le innovazioni introdotte dopo il IX secolo, come la venerazione culturale del Profeta, delle reliquie e dei sepolcri. Tale corrente proibisce rigorosamente il consumo di vino, caffè e tabacco e sottolinea l'obbligo della "guerra santa". Nel 1801, infatti i Wahhabiti conquistarono Kerbala, dove devastarono la tomba di Husayn figlio di Alì; nel 1804 occuparono Medina e nel 1806 la Mecca, distruggendo la Ka'Ba, da essi considerata l'oggetto di un culto idolatrico. A partire dal 1744 il fondatore della corrente riuscì a convertire al suo insegnamento la famiglia dei Saud, emiri del Meged (penisola arabica). Dopo la prima guerra mondiale grazie all'ascesa della dinastia dei Saud il credo dei Wahhabiti diventò religione di stato in Arabia Saudita, regno sorto nel 1932 nei seguaci di tale corrente, accanto alla più stretta osservanza dei dettagli dell'Islam originario, si ritiene valida come base della vita religiosa, soltanto il Corano e la Sunnah primitiva, che rifiuta la deduzione analogica e il consenso della comunità a chi ha il potere di governare. Benché i Wahhabiti costituiscano una minima minoranza all'interno dell'Islam, grazie all'influenza esercitata dalla monarchia saudita in forza delle sue immense ricchezze, costituiscono un tratto estremamente appariscente della fisionomia musulmana attuale. Tratto comune di tutti i Sunniti è l'assenza di ogni forma di clero organizzato e investito di particolari autorità. I Sunniti ritengono infatti che tra ogni essere umano e Dio esista rapporto diretto perchè ognuno è Khalifa di Dio sulla terra.
2 - Sciiti - Vengono denominati Sciiti i seguaci della Shi'a (partito di Alì). Si tratta di una denominazione collettiva comprensiva di diverse correnti che concordano nel riconoscere quali legittimi successori di Muhammad, e quindi guide dell'intera comunità musulmana, solamente Alì cugino e genero del Profeta e califfo dal 656, e la discendenza del suo matrimonio con la figlia di Muhammad, Fatima: è per questo che gli Sciiti vengono designati anche col nome di Alidi. I primi tre califfi "ben diretti", riconosciuti dai Sunniti vengono dagli Sciiti considerati degli usurpatori. In altissima considerazione presso gli Sciiti sono tenuti, ovviamente, Alì  che viene venerato con il titolo di Wali Allah (amico di Allah) e i suoi due figli avuti da Fatima, Hassan e Husayn. L'impressione per la tragedia di Kerbala, nella quale morirono uccisi Husayn e la sua famiglia, è ancora oggi viva tra tutti gli Sciiti e ha ispirato numerosi poemi e brani liturgici. Il sepolcro di Husayn a Kerbala e quello del padre Alì a Megef sono meta di impressionanti pellegrinaggi.
Secondo l'insegnamento della Shi'a Muhammad, poco prima di morire avrebbe iniziato ai più profondi segreti dell'Islam il cugino e genero Alì, il quale avrebbe poi trasmesso questo sapere esoterico alla sua famiglia. I suoi diretti discendenti vengono perciò considerati "Imam" e cioè guide e custodi di questa sapienza segreta. La principale differenza dottrinale tra Sunniti e Sciiti consiste nel fatto che questi aggiungono ai 5 pilastri dell'Islam un sesto pilastro che è appunto la figura dell'Imam. Egli, ispirato da Allah è la vera guida della comunità islamica; a lui spetta un'autorità incontestabile, che discende in linea diretta da Muhammad.
Intorno alla questione della vera discendenza del Profeta si sono formate varie correnti Sciite, tre sono le principali: gli Zailiti che riconoscono 5 Imam "visibili"; gli Ismailiti che ne riconoscono 7 e gli Imamiti che ne riconoscono 12. Attualmente non esiste nessun Imam vivente visibile; l'ultimo Imam è in realtà "nascosto" per gli Sciiti e tornerà in un tempo stabilito come Madhi per fondare un regno di giustizia. Durante la sua assenza sono i Mullah a formulare le sentenze e a poter emettere la Igtdhad (decisione autonoma su una questione giuridica presa in base all'interpretazione delle fonti).
Gli Ismailiti prendono il nome da Ismail figlio di Giafar Al-Salik (700-765), da essi ritenuto il settimo e ultimo Imam. La corrente è diffusa in Siria, Iran, Afghanistan e India settentrionale. Dagli Ismailiti hanno avuto origine varie sottocorrenti come, tra le altre, quelle dei Qarmati, dei Fatinidi dei Nizariti e dei Bohora. La corrente dei Fatinidi è legata all'omonima dinastia fondata nel X secolo in Africa settentrionale da Ubaidallah il quale fa risalire le sue origini ad Alì e a Fatima. La dinastia dominò tra il 974 e il 1171 un vasto regno nell'africa del nord, che ebbe come suo centro l'Egitto.
Gli Imamiti sono tra gli Sciiti quelli che a partire dal IX secolo affermarono una successione di 12 Imam. Essi si diffusero in Pakistan e in Iran. In Iran la dinastia che dagli Imamiti trasse origine è quella dei Safawidi che regnò in quel paese dal XVI al XVIII secolo, diventando religione di stato. Tra gli Sciiti gli Imamiti sono la componente più numerosa. Il loro 12 e ultimo Imam, Muhammad Al-Mahdi nato nell'874 in una cantina, ancora oggi venerata, di Samara, sarebbe ancora vivo e da allora vivrebbe nascosto quale "Signore del Tempo" in una cisterna nei pressi di Baghdad: egli farà ritorno alla fine dei tempi, come il "ben diretto" da Allah, per fondare un regno di giustizia sulla terra.
Un discorso a parte nell'ambito degli Sciiti merita la corrente estremista dei Nusairiti: nell'872 essi si separarono dagli Ismailiti ed emigrarono in Siria dall'Iraq. La corrente prende nome dal loro fondatore, Muhammad Ibn Nusair. All'epoca del mandato francese in Siria i francesi dettero ad essi il nome di Alawiti, e diedero vita tra 1920 e il 1944 ad un autonomo stato degli Alawiti. Tra di loro Alì, Muhammad e il suo compagno Salman Al-Farisi, vengono riuniti in una triade, con riferimento a Luna, Sole e cielo ritenute emanazioni di una forma divina superiore. I Nusairiti credono alla trasmigrazione delle anime e vivono oggi nelle valli del Libano e in Siria.
Altre correnti Sciite sono gli Alì Ilahi ("Alì è divino") che si qualificano con il titolo di Ahl-I Haqq.
Vogliamo concludere questa schematica esposizione delle varie correnti dell'Islam sottolineando che la differenza più evidente tra Sunniti e Sciiti, a parte quelle specifiche che abbiamo ricordato, è costituita dal fatto che tra i Sunniti non esiste alcuna forma di clero particolarmente consacrato o organizzato, mentre gli Sciiti hanno una vera e propria organizzazione di tipo clericale; la più conosciuta è costituita dagli Ayatolla dell'attuale Repubblica Islamica Iraniana, che dispone, tra l'altro di una "guida suprema".

2 commenti:

  1. Molto interessante, complimenti.
    Ma cosa prevedono tutte queste scuole in caso di apostasia?

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  2. Ho chiesto la tesi sulle scuole giuridiche islamiche (giurisprudenza). E' possibile sapere fonti e testi che trattano le scuole giuridiche?
    Grazie

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