venerdì 19 agosto 2011

ALCUNE CONSIDERAZIONI A PROPOSITO DI "SUFISMO"


Negli ultimi decenni del secolo scorso e il primo decennio dell'attuale, a ridosso della generale crisi di spiritualità che ha caratterizzato l'occidente, dominato dalla società dei consumi e dai valori del potere il più delle volte falsamente democratico, si è registrata la quasi totale scomparsa della dimensione del "sacro": e cioè il senso di mistero che avvolge l'esistente e che può trovare una risposta positiva solo nella fede nell'unico Dio.
A quel fenomeno, che presto è stato sfruttato a fini economici assicurando ai gestori una lauta attività di tipo commerciale e ottimi guadagni, è stato dato il nome di "New Age": il centro di irradazione di tale "nuova era" di vita dello spirito è stata ovviamente la società statunitense; ma come spesso capita il fenomeno ha avuto le sue escrescenze più ridicole e più cialtronesche in Italia dove hanno prosperato santoni sedicenti induisti, sedicenti maestri yoga o taoisti, praticanti di medicina cinese: il tutto impastato in un piumato sciamanesimo per lo più ispirato alla visione cinematografica degli indiani del nord America. Poi gli sciamani nord americani, i maestri yoga indiani, i taoisti e i seguaci di Shiva sono passati di moda e il riferimento che ha fatto irruzione nello scenario delle aspirazioni pseudo spirituali occidentali è diventato il "Sufismo" islamico, e cioè la corrente mistica, per lo più organizzata in confraternite, dell'Islam: forse perché del Sufismo la versione più ammirata in occidente è la danza dei Dervisci di Kona (Turchia) indubbiamente affascinante per i suoi colori e per i suoi riti musicali. In realtà il Sufismo islamico è tutt'altra cosa, e per comprenderlo basta pensare che, per giudizio unanime, il suo fondatore viene considerato il persiano Abu-Hamid Muhammad Al-Ghazali, famoso insegnante di scienze religiose a Baghdad e uomo di cultura enciclopedica, che ha trovato espressione in un numero impressionante di opere a contenuto etico-religioso. Esse si sono diffuse grazie ai suoi discepoli in tutto il mondo islamico e ne hanno fortemente influenzato le manifestazioni storiche più significative. Ma per far comprendere come l'elevatezza del suo insegnamento non abbia niente a che spartire con la cialtroneria dell'occidente vogliamo riportare alcuni passi della sua opera:
"Ho letto 4000 hadith, poi ne ho prescelto uno solo e l'ho messo in pratica, escludendo tutti gli altri, perché meditandolo vi ho trovato la mia liberazione e la mia salvezza: "Un giorno l'Inviato di Dio disse ai suoi compagni: Opera per la tua vita mondana nella misura del tempo che dimorerai in questo mondo, opera nella tua vita futura nella misura della sua durata. Opera per Allah nella misura del bisogno che hai di Lui e opera per il Demonio nella misura in cui sarai capace di sopportare al fuoco a cui ti condanna...."
"Sappi che chi segue la strada di Dio ha bisogno di uno Sheikh, educatore e guida, che con la sua disciplina espella tutte le cattive inclinazioni mettendo al loro posto quelle buone. L'educazione è simile al lavoro del contadino che sradica i rami spinosi e toglie le erbe estranee al seminato, perché questo vegeti bene e raggiunga uno sviluppo perfetto..."
"Fra le cose a cui devi rinunciare c'è la società dei principi e dei governanti. Non li vedere neppure, perché vederli, frequentarli e mescolarsi a loro è una gravissima calamità. E se questa prova ti è inflitta, astieniti dal lodarli ed elogiarli, perché Allah va in collera quando si lodano lo svergognato e l'oppressore e chi gli augura lunga vita desidera che continui la ribellione contro Dio nella sua terra. Devi poi rinunciare ad accettare dai principi doni e regali, anche se sai che è roba ottenuta lecitamente. Desiderando i loro doni, infatti, la religione si corrompe, perché se si accettano ne nasce dissimulazione, compiacenza verso di loro e approvazione delle loro iniquità. Il minor male che ne può venre è che tu, accettando i loro doni e giovandoti delle loro ricchezze, ti affezioni a
loro. E chi ama qualcuno, ama che viva a lungo e conservi la sua posizione di potere e amare che l'iniquo duri significa volere che i servi di Dio siano oppressi, volere la devastazione del mondo. C'è cosa più rovinosa di questa per la religione di un uomo e per il suo buon fine? Guardati bene dall'inganno dei diabolici fascini del potere e dei discorsi che certa gente ti fa dicendo: "La cosa migliore è che tu accetti da loro monete d'oro e d'argento per distribuirle ai poveri e ai bisognosi: essi infatti gli spenderebbero per la loro vita disordinata e peccaminosa; è meglio che gli spenda tu a favore dei deboli! Il Sussuratore Maledetto ha tagliato il collo a molti con simili suggestioni"
"Ecco ora quattro cose che devi fare:
1 – La tua condotta verso Dio deve essere tale che, se il tuo servo si comportasse così con te, ne saresti soddisfatto, non penseresti male di lui e non andresti in collera; e quel che non ti piace per te nel tuo servo non può piacere a Dio, che è il tuo vero padrone;
2 – La tua condotta verso gli altri deve essere quella che gradiresti da loro verso di te, perché la fede di un servo di Dio non è perfetta finché non desidera per gli altri quel che desidera per sé;
3 – Sia che tu insegni la scienza religiosa o che tu la studi, è necessario che la tua scienza ti migliori il cuore e ti purifichi l'anima. Così, se tu sapessi che la tua vita deve durare solo una settimana, inevitabilmente non ti occuperesti di diritto, di costumi, di fonti, di dogmatica e simili, perché sai che quelle scienze non ti arricchiscono; ti impegneresti invece a sorvegliare il tuo cuore e a conoscere le condizioni dell'anima tua staccandoti dai legami mondani e purificando l'anima dai cattivi costumi. Ti occuperesti di amare Dio, di adorarlo e di acquistare buone qualità. Perché ogni giorni, ogni notte, ogni ora che passano potrebbero essere quelle della tua morte;
4 – Non ammassare roba o denari oltre la sufficienza di un anno. Così faceva il Profeta con alcune delle sue mogli, dicendo: "Dio mio fa che gli alimenti della famiglia di Muhammad siano sufficienti". Non faceva così con tutte le mogli, ma solo con quelle che avevano qualche debolezza in cuore. Invece per quelle di fede salda calcolava solo gli alimenti di un giorno o di mezza giornata".  

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